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IL FUOCO E IL NULLA

Mi appresto certo a riempire, sodomizzare, mi appresto a riempire questi taccuini di tutto il mio odio, il mio amore. Mi appresto a gingillarmi sui gingilli, a renderli soffici, piacevoli, quasi appuntiti. Mi appello a tutte le mie forze, tutte le mie parole, ma i suoni e i segni graffiano dopo un po’ sulle pareti della sopportazione.
“Stai a spegne il foco” diceva Carletto e forse aveva ragione. Ma a volte il fuoco si spegne mentre cerchi di attizzarlo. Sto a spegne il foco perché voglio un’altra scintilla, perché troppo caldo brucia, o sto a spegne il foco perché è ciò che va fatto. Forse lo sto a spegne perché proprio “non ci so capito ncazzo” e mi pare tanto probabile. Però a forza di sbatterci su ste carbonelle poi vedi l’ardente. Senti l’odore piacevole di affumicato sulla tua felpa nera e vecchia, e il crepitio, e torni ad accenderlo, solo un altro po’ poi può pure andarsene che voglio restare così. A occhi distesi a guardare le stelle e gli ufo a catinelle, a sentire i consigli…

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